A proposito di me…

Eccomi qua, se non mi conoscete e volete sapere qualcosa di me… vi do un paio di informazioni (in)utili. Sono nato il 12 dicembre 1978 e cresciuto a Meano, un piccolo paese in comune di Santa Giustina (BL), ai piedi delle Dolomiti; lo dico perché mi sento profondamente legato alla mia terra, ma combattuto da sentimenti contrastanti di amore e di odio. Mi spiego con una piccola metafora: mi sento un po’ come uno che vive in un monolocale 5×5: ci vive da così tanti anni che ormai è casa sua, l’ha arredato con le sue cose, tutto sommato ci sta anche bene ma… gli va stretto; e se ne accorge ogni volta che si alza dal letto e batte con il ginocchio sul tavolo della cucina. Non so se ho reso l’idea…

Il mio paese mi è sempre andato un po’ stretto: anche per questo ho girato e lavorato in molte parti del mondo; ora mi piacerebbe cominciare a portare qui un po’ di quelle cose buone che si vedono in giro, un po’ di quelle esperienze che farebbe bene a tutti provare. E a proposito di lavoro: di professione sono imprenditore, regista e all’occorrenza grafico (che rappresenta le mie origini professionali) nonché  direttore artistico del mensile locale “il Veses”.

Cattolico moderato, o forse dovrei definirmi “cattolico scrauso”, molto impegnato nell’ambito del volontariato. I miei interessi sono il canto e la musica (suono svariati strumenti), e l’arte più in generale, l’informatica e le nuove tecnologie, lo sviluppo sociale e culturale del mio territorio nel quale mi impegno mediante l’Associazione Culturale Veses.

Per descrivere me stesso uso un’autocitazione, ovvero la frase che ho utilizzato su Facebook che recita: “I’m a “straight” man. You can hate or love me but, i promise, i’ll never let you indifferent.” ovvero, parlando in Italiano: “sono un uomo “diritto”. Puoi odiarmi o amarmi ma, te lo prometto, non ti lascerò indifferente.” Ho scritto appositamente il termine “diritto”, che è ben diverso da “retto”: diritto nel senso che vedi esattamente come sono, almeno fin dove il tuo sguardo può arrivare… diritto perché ho i miei princìpi, i miei valori e le mie priorità, a cui cerco (ma non sempre riesco) di tenere fede e di essere coerente; diritto perché dico esattamente quello che penso e in faccia al diretto interessato; diritto perché la parola data e una stretta di mano per me valgono ancora qualcosa.